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Polizza catastrofale per le imprese: scadenze e chi è obbligato

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Cos'è la polizza catastrofale e perché è diventata obbligatoria

Cos'è la polizza catastrofale e perché è diventata obbligatoria

La polizza catastrofale per le imprese, che nel settore viene chiamata anche copertura Cat Nat, è un contratto che indennizza i danni materiali e diretti subiti dai beni aziendali a causa di terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni. L'obbligo di stipularla è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e ha cambiato natura a una copertura che fino ad allora molte aziende consideravano facoltativa, soprattutto tra le realtà più piccole. La scelta del legislatore nasce da una constatazione semplice: il territorio italiano è esposto a un rischio sismico e idrogeologico elevato e, dopo ogni calamità, la spesa per rimettere in piedi le attività produttive ricadeva quasi per intero sullo Stato attraverso i ristori. Con la nuova norma una parte di quel rischio passa al mercato assicurativo e la polizza diventa una condizione per accedere a contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche. Se gestisci un'attività, conviene quindi considerarla non come un costo imposto, ma come lo strumento che ti permette di riprendere a lavorare dopo un evento grave senza attendere aiuti incerti.

Chi è obbligato, chi è escluso e quali beni vanno assicurati

Chi è obbligato a sottoscrivere la polizza catastrofale? La regola riguarda tutte le imprese tenute all'iscrizione nel Registro delle Imprese con sede legale in Italia, oltre a quelle con sede all'estero ma con una stabile organizzazione nel nostro Paese. Rientrano quindi le società di capitali, le società di persone, le ditte individuali, le cooperative e le società tra professionisti, a prescindere dal settore di attività. L'unica categoria esonerata è quella delle imprese agricole, per le quali il legislatore ha previsto un fondo mutualistico nazionale dedicato ai danni meteoclimatici alle produzioni. Altrettanto importante è capire quali beni vanno assicurati. La norma indica le immobilizzazioni materiali impiegate nell'attività: terreni e fabbricati, impianti e macchinari, attrezzature industriali e commerciali. Verifica con attenzione anche i beni che non sono di tua proprietà, perché l'obbligo si estende a ciò che utilizzi in affitto o in leasing, purché serva all'esercizio dell'impresa. Restano fuori dal perimetro le merci e le scorte di magazzino, così come i veicoli che non possono essere classificati come impianti. Se hai dubbi su come sono registrati i cespiti in bilancio, un confronto con il commercialista ti evita di lasciare scoperti beni che la legge considera essenziali.

Le scadenze scaglionate e le proroghe fino al 31 dicembre 2026

Il calendario dell'obbligo è stato pensato in modo scaglionato per dimensione aziendale, ed è qui che si sono concentrate le proroghe. Le grandi imprese hanno dovuto adeguarsi entro il 30 giugno 2025, le medie imprese entro il 1° ottobre 2025, mentre per le piccole e le microimprese il termine è scattato il 1° gennaio 2026. La classificazione segue i parametri europei basati su numero di addetti e fatturato o totale di bilancio, perciò controlla in quale fascia ricade la tua azienda prima di dare per acquisita una data. Il decreto Milleproroghe 2026 ha poi concesso tempo in più ad alcuni comparti ritenuti più fragili. Le piccole e microimprese del turismo ricettivo e della somministrazione di alimenti e bevande hanno avuto la scadenza spostata al 31 marzo 2026, termine ormai superato. Per le imprese della pesca e dell'acquacoltura la proroga è più ampia e arriva al 31 dicembre 2026: se operi in questo settore hai ancora alcuni mesi per metterti in regola, ma non aspettare l'ultima settimana, perché la valutazione del rischio e la raccolta dei documenti sui beni richiedono tempo. Per tutte le altre categorie l'obbligo è oggi pienamente operativo e una polizza catastrofale sottoscritta in ritardo non cancella il periodo in cui l'impresa è rimasta scoperta.

Cosa rischia chi non si adegua e come scegliere la copertura

Cosa rischia chi non si adegua? La legge non prevede una multa in senso stretto, ma una conseguenza che per molte aziende pesa di più: l'esclusione da contributi, sovvenzioni, finanziamenti agevolati e altre agevolazioni pubbliche, compresi gli aiuti legati a eventi calamitosi. Quando un ente verifica i requisiti per concedere un incentivo, l'assenza della copertura catastrofale blocca la pratica anche se l'impresa avrebbe tutti i titoli per ottenerla. Per sottoscrivere la polizza catastrofale in modo consapevole, parti da un inventario aggiornato dei beni strumentali e del loro valore di ricostruzione o sostituzione, perché su quella base la compagnia calcola il premio e la somma assicurata. Leggi con attenzione franchigie e scoperti, cioè la parte di danno che resta a tuo carico, e chiedi come viene valutata la zona di rischio in cui si trova lo stabilimento, visto che il costo cambia molto tra un'area sismica e una pianura soggetta a esondazioni. Le compagnie che operano in questo ramo sono tenute a offrire la copertura alle imprese che la richiedono, quindi confronta più preventivi con il tuo agente o broker e conserva la documentazione contrattuale: ti servirà ogni volta che presenterai una domanda di incentivo.

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