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Tariffa gas fissa o indicizzata: differenze prima dell'inverno

Aggiornato il 04 ottobre 20264 capitoli
Prezzo fisso e prezzo indicizzato: cosa cambia nella bolletta del gas

Prezzo fisso e prezzo indicizzato: cosa cambia nella bolletta del gas

Quando confronti una tariffa gas fissa o indicizzata, la differenza riguarda una sola voce della bolletta: il costo della materia prima, cioè il prezzo applicato a ogni metro cubo standard, lo Smc che trovi indicato tra i consumi. Le altre componenti, come il trasporto, la gestione del contatore e gli oneri di sistema, sono regolate e restano uguali per tutti, qualunque offerta tu scelga. Con il prezzo fisso, detto anche bloccato, il valore in euro per Smc resta invariato per tutta la durata prevista dal contratto, di solito 12 o 24 mesi. Con il prezzo indicizzato, o variabile, il costo segue mese per mese l'andamento del mercato all'ingrosso, misurato in Italia dall'indice PSV, il Punto di Scambio Virtuale dove il gas viene negoziato. A quel valore il fornitore aggiunge un margine fisso, chiamato spread o contributo al consumo, e spesso una quota fissa mensile. Se il PSV scende la bolletta si alleggerisce, se sale la paghi di più: conoscere questo meccanismo ti permette di leggere ogni offerta per quello che è davvero.

Perché i prezzi all'ingrosso contano di più prima dell'inverno

La scelta pesa soprattutto adesso perché il gas ha una stagionalità marcata: con il riscaldamento acceso la domanda cresce e le quotazioni all'ingrosso tendono a salire, quindi un prezzo indicizzato può aumentare proprio nei mesi in cui consumi di più. A questo si aggiunge la volatilità legata a fattori che nessuno controlla, come le tensioni geopolitiche, il costo delle altre fonti energetiche e l'andamento del clima, che negli ultimi anni hanno reso i rialzi improvvisi più frequenti. Tieni presente che anche le offerte a prezzo bloccato risentono di questo contesto. Il fornitore fissa il prezzo in base alle previsioni sul mercato all'ingrosso al momento della proposta, perciò quando le quotazioni sono in salita il fisso parte spesso da un livello più alto rispetto all'indicizzato di quel mese, perché il fornitore si assume il rischio dei rialzi futuri. Confronta quindi il prezzo fisso proposto non con il PSV di oggi, ma con quello che ragionevolmente ti aspetti nei mesi freddi, consapevole che nessuno può prevederlo con certezza.

Quale tariffa gas conviene in base ai tuoi consumi e al tuo budget

Non esiste una risposta valida per tutti, perché la convenienza dipende da quanto gas usi e da quanto tolleri le oscillazioni. Se abiti in una casa con riscaldamento autonomo a metano, magari in una zona fredda, la parte più grande della spesa si concentra tra novembre e marzo e un rialzo improvviso si traduce in bollette pesanti: in questo caso bloccare il prezzo ti dà la certezza di quanto pagherai per ogni Smc e rende più semplice pianificare il bilancio familiare. Se invece usi il gas solo per cucinare e per l'acqua calda, o hai il riscaldamento centralizzato condominiale, i consumi restano contenuti e un'eventuale fluttuazione incide poco sul totale. Valuta anche la tua disponibilità a seguire il mercato. L'indicizzato premia chi controlla periodicamente l'indice e accetta di pagare qualcosa in più nei mesi di picco in cambio di sconti quando i prezzi scendono, mentre il fisso è adatto a chi preferisce non pensarci per tutta la durata del contratto.

Cosa verificare nel contratto prima di cambiare tariffa

Prima di firmare, leggi con attenzione le condizioni economiche. Per un'offerta indicizzata il fornitore è tenuto a indicare il meccanismo di indicizzazione adottato: controlla quale indice usa, con quale periodicità lo aggiorna e a quanto ammontano lo spread e la quota fissa mensile, perché sono queste due voci a fare la differenza tra offerte apparentemente uguali. Per un'offerta a prezzo fisso verifica la durata del blocco, cosa succede alla scadenza e con quale preavviso ti verranno comunicate le nuove condizioni, così da non ritrovarti su una tariffa rinnovata senza averla scelta. Ricorda infine che il cambio di fornitore non interrompe la fornitura e non richiede interventi sul contatore. Se decidi di passare a un prezzo bloccato, muoviti con un po' di anticipo rispetto all'accensione dei termosifoni, considerando che l'attivazione della nuova offerta richiede alcune settimane: così arrivi al primo freddo con il contratto che hai scelto e non con quello che ti è rimasto.

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