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Rapporto rata reddito: quanto mutuo si può ottenere

Aggiornato il 02 ottobre 20264 capitoli
Cos'è il rapporto rata reddito e quale soglia usano le banche

Cos'è il rapporto rata reddito e quale soglia usano le banche

Quando presenti una richiesta di mutuo, la banca mette a confronto la rata mensile con le tue entrate nette: questo confronto è il rapporto rata reddito, uno dei due elementi decisivi della valutazione insieme al valore dell'immobile. La prassi degli istituti italiani, ispirata anche alle raccomandazioni della vigilanza per una gestione prudente del credito, vuole che la rata non superi circa un terzo del reddito netto mensile, quindi una quota compresa tra il 30 e il 35 per cento. Su uno stipendio netto di 2.000 euro, la rata accettata si colloca di norma tra 600 e 700 euro. Considera questa soglia come un riferimento, non come un limite rigido. A seconda del profilo del richiedente, della stabilità del lavoro e dell'andamento del mercato immobiliare, la banca può scendere verso il 25 per cento o salire fino a circa il 40. Una busta paga da dipendente pubblico pesa più della dichiarazione dei redditi di un libero professionista, e la presenza di un garante solido, che offre una fideiussione, permette all'istituto di accettare un rapporto rata reddito più elevato. Conoscere in anticipo questi margini ti aiuta a presentare la domanda con aspettative realistiche.

Come calcolare il reddito netto mensile da confrontare con la rata

Il reddito che conta è quello netto, cioè quanto ti resta dopo tasse e contributi, e va riportato su base mensile tenendo conto di tutte le mensilità. Se sei un lavoratore dipendente con tredicesima, moltiplica il netto mensile per tredici e dividi il risultato per dodici: con 2.000 euro al mese ottieni circa 2.167 euro di reddito mensile medio, e dividendo questa cifra per tre arrivi a una rata massima di circa 722 euro. Se il mutuo è cointestato, la banca somma i redditi di entrambi i richiedenti e applica la stessa proporzione al totale. Ricorda che nel calcolo entrano tutti gli impegni già in corso con il sistema bancario, non solo il mutuo che stai chiedendo: la rata dell'auto, un prestito personale o una cessione del quinto si sommano e riducono lo spazio disponibile. Verifica inoltre che, tolte le rate, il reddito residuo basti al mantenimento del nucleo familiare, perché anche su questo punto l'istruttoria è attenta. Se hai finanziamenti piccoli vicini alla scadenza, valuta di estinguerli prima della domanda per migliorare il rapporto tra rata e reddito.

Dalla rata sostenibile al capitale: il peso del tasso e della durata

Una volta fissata la rata sostenibile, l'importo del mutuo che puoi ottenere dipende da due variabili: il tasso di interesse, cioè il TAN applicato dalla banca, e la durata del piano di ammortamento. A parità di rata, il capitale cresce quando il tasso scende e quando la durata si allunga. Con una rata di circa 667 euro, pari a un terzo di 2.000 euro netti, il capitale ottenibile può andare da circa 90 mila a circa 168 mila euro a seconda della combinazione di tasso e anni. Questo spiega perché, in una fase di tassi più alti, lo stesso stipendio finanzia una casa meno costosa: una parte maggiore di ogni rata se ne va in interessi e ne resta meno per rimborsare il capitale, quindi la banca riduce l'importo erogabile a parità di reddito. Allungare la durata compensa in parte l'effetto, ma aumenta il numero di rate e il totale degli interessi pagati, e incontra il limite dell'età massima a fine piano, che molti istituti fissano intorno ai 75 anni. Prima di scegliere, simula più combinazioni con il calcolatore e confronta il capitale ottenibile con il prezzo delle case che stai guardando.

Perché non conviene indebitarsi al limite e cosa pesa oltre al reddito

Anche se la banca accettasse un rapporto rata reddito al limite della soglia, chiedere il massimo non è prudente. Chi si colloca al confine della propria capacità di rimborso diventa fragile al primo aumento delle spese variabili, dalle utenze alle spese condominiali, dai trasporti all'inflazione, e se hai scelto un tasso variabile anche la rata stessa può salire. Lascia un margine tra la rata teorica e quella che sottoscrivi, così un imprevisto non ti obbliga a scegliere tra il mutuo e le altre uscite necessarie. Tieni conto, poi, che il reddito non è l'unico requisito: la banca verifica l'anzianità lavorativa, con almeno sei mesi di contratto a tempo indeterminato per i dipendenti e due o tre anni di attività continuativa per gli autonomi, oltre alla residenza stabile in Italia. Metti in conto le spese accessorie che non rientrano nel mutuo, come notaio, imposte, perizia e agenzia immobiliare, da coprire con risparmi propri. Se il reddito risulta insufficiente, l'istituto può chiedere garanzie aggiuntive; per sapere quanto puoi ottenere nel tuo caso concreto, chiedi un preventivo alla banca sulla base delle condizioni in vigore.

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