Potenza, energia e rendimento: cosa misura davvero il consumo
Per capire quanto pesa una pompa di calore sulla bolletta d'inverno conviene partire da una distinzione che i tecnici danno per scontata e che in casa crea spesso confusione: la potenza e l'energia. La potenza, espressa in kW, dice quanta elettricità la macchina sta assorbendo in un dato istante; l'energia, espressa in kWh, è la somma di quell'assorbimento nel tempo ed è il dato che trovi in fattura. Un apparecchio che assorbe 2 kW costanti per un'ora utilizza 2 kWh, ma una pompa di calore inverter modula di continuo la propria capacità, quindi l'assorbimento reale varia da un minuto all'altro. Il secondo concetto da conoscere è il rendimento. Il COP indica quanta energia termica la macchina restituisce per ogni kWh elettrico consumato in una certa condizione di lavoro: con un COP pari a 3, ogni kWh prelevato dalla rete diventa circa 3 kWh di calore. Lo SCOP è lo stesso rapporto calcolato sull'intera stagione di riscaldamento, con temperature esterne e carichi diversi, ed è il valore più affidabile per stimare la spesa invernale.
Quanti kWh al giorno e all'anno: i valori di riferimento
I valori di riferimento vanno letti con questa premessa. Una pompa di calore domestica di taglia media assorbe in funzionamento tra circa 2 e 3 kW, con un picco maggiore all'avvio che poi si stabilizza. In una giornata invernale il consumo si colloca indicativamente tra 10 e 35 kWh, a seconda della potenza dell'impianto e delle ore effettive di lavoro: una macchina da 10 kW termici con COP 3 assorbe circa 3,3 kW e, se lavora 10 ore, arriva a circa 33 kWh. Nelle mezze stagioni, quando la casa chiede poco calore, lo stesso impianto scende sotto i 10 kWh al giorno. Su base annua, per il solo riscaldamento, le stime oscillano tra circa 2.500 e 6.000 kWh; se la pompa produce anche l'acqua calda sanitaria, aggiungi qualche centinaio di kWh. Ricorda però che il dato davvero attendibile, a impianto installato, è il numero di kWh elettrici realmente assorbiti, che puoi verificare dal contatore o da un misuratore dedicato: le medie servono a orientarti, non a prevedere la tua fattura.
Temperatura esterna, isolamento e dimensionamento: perché la spesa cambia
Se i valori oscillano così tanto è perché la pompa di calore lavora in condizioni che cambiano di continuo. Il primo fattore è la temperatura esterna: la macchina preleva energia dall'aria, quindi con un clima mite consuma poco, mentre nelle giornate rigide deve assorbire più elettricità per rendere lo stesso calore, e il rendimento si abbassa anche per i cicli di sbrinamento dell'unità esterna. Resta comunque più efficiente di una caldaia a gas, GPL o gasolio. Il secondo fattore è l'edificio. In una casa ben coibentata l'impianto lavora a regime stabile e i consumi restano prevedibili; se gli infissi sono vecchi o il sottotetto disperde, la macchina compensa in continuazione e la bolletta sale. Conta poi la temperatura di mandata, cioè quella dell'acqua inviata ai terminali: con pavimento radiante o radiatori a bassa temperatura il COP resta alto, con vecchi termosifoni che chiedono acqua molto calda scende. Infine il dimensionamento: una pompa troppo piccola gira sempre al massimo, una sovradimensionata si accende e spegne di frequente e perde efficienza. Se devi ancora installarla, chiedi al progettista un calcolo delle dispersioni reali.
Come ritrovare il costo in bolletta e tenerlo sotto controllo
Il passaggio dai kWh al costo lo fai sulla bolletta della luce. Cerca nel dettaglio dei consumi i kWh fatturati nel periodo e confrontali con quelli di un bimestre senza riscaldamento: la differenza ti dice quanto ha pesato la pompa di calore. Verifica anche la ripartizione per fasce orarie, perché una macchina che lavora soprattutto di giorno con una tariffa bioraria paga la corrente più cara, e valuta con il fornitore se un'offerta diversa si adatta meglio al nuovo profilo. Controlla infine la potenza impegnata: con 2 o 3 kW assorbiti oltre agli altri elettrodomestici, il contatore da 3 kW può non bastare e l'aumento incide sulla quota fissa. Sul fronte dei consumi, l'intervento che incide di più è la regolazione. Una pompa di calore rende meglio se mantiene una temperatura costante e moderata invece di essere spenta e riaccesa, perché ogni ripartenza da freddo costa più dell'esercizio continuo. Imposta con l'installatore la curva climatica in modo che la mandata resti la più bassa compatibile con il comfort, abbassa di un grado o due la notte senza spegnere e tieni puliti i filtri interni e libera da foglie o neve l'unità esterna: sono sprechi che non vedi ma che in fattura si sommano.





