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Stufetta elettrica e bolletta: quanto costa un'ora di uso

Aggiornato il 06 novembre 20264 capitoli
Il calcolo di base: potenza, ore di accensione e prezzo del chilowattora

Il calcolo di base: potenza, ore di accensione e prezzo del chilowattora

Per sapere quanto pesa una stufetta elettrica sulla bolletta ti servono tre numeri: la potenza dell'apparecchio, il tempo in cui resta effettivamente in funzione e il prezzo che paghi per ogni chilowattora. La potenza, in watt, la trovi sulla targhetta dati sul retro o sotto la base. Dividila per mille e ottieni i chilowattora consumati in un'ora di funzionamento continuo: una stufetta da 2.000 watt assorbe 2 kWh ogni ora, una da 1.000 watt la metà. I watt dicono quanto assorbe l'apparecchio in ogni istante, i chilowattora quanta energia hai consumato nel tempo. Moltiplica poi i chilowattora per il prezzo unitario. Con un prezzo indicativo di 0,30 euro al kWh, un'ora a 2.000 watt costa circa 0,60 euro, mezz'ora 0,30 euro e quattro ore 2,40 euro. Il prezzo cambia da offerta a offerta e nel tempo, quindi il valore giusto è quello della tua: cercalo nel dettaglio della bolletta tra le componenti che variano con i consumi, senza dividere il totale della fattura per i chilowattora, perché includeresti anche le quote fisse che paghi comunque. Se usi il livello di potenza più basso, fai il conto con quello e non con il massimo scritto sulla confezione.

Il termostato cambia il consumo reale: ore accese e ore di assorbimento

Il conto appena fatto vale per un'ora di assorbimento continuo, che è la situazione peggiore. In pratica quasi tutte le stufette hanno un termostato che stacca la resistenza quando la stanza raggiunge la temperatura impostata e la riattiva quando scende. Il tempo in cui l'apparecchio resta collegato e acceso non coincide quindi con il tempo in cui assorbe davvero la potenza di targa, e il consumo reale di una serata è spesso più basso di quello teorico. Quanto più basso dipende dalla stanza: in un bagno piccolo con la porta chiusa le pause sono lunghe, in un soggiorno ampio con infissi datati la stufetta elettrica resta accesa quasi sempre e si avvicina al valore massimo. Da qui due conseguenze utili. La prima è che un apparecchio più potente non costa per forza di più a parità di calore richiesto: scalda prima e poi il termostato lo tiene spento più a lungo. La seconda è che un modello da 500 watt venduto come a basso consumo consuma meno semplicemente perché scalda meno; se la stanza chiede più calore resta sempre in funzione senza arrivare alla temperatura voluta. Scegli la potenza in base all'ambiente e imposta una temperatura moderata: ogni grado in meno accorcia i tempi di accensione e si vede sulla spesa.

Termoventilatore, alogena o radiatore a olio: stesso consumo, calore diverso

Una domanda frequente è quale tipo di stufetta elettrica consumi meno. Sul piano del consumo la risposta è semplice: tutti gli apparecchi a resistenza trasformano in calore praticamente tutta l'elettricità che assorbono. A parità di chilowattora, quindi, nessuna tecnologia produce più calore di un'altra. Quello che cambia è il modo in cui il calore arriva a te, e da questo dipende quanto a lungo devi tenere acceso l'apparecchio per stare bene. I termoventilatori, anche quelli con elemento ceramico, spingono aria calda con una ventola e scaldano in pochi minuti una stanza piccola e chiusa, ma fanno rumore e il calore si disperde appena li spegni. Le stufe alogene e al quarzo lavorano per irraggiamento e riscaldano subito chi sta davanti, senza alzare molto la temperatura dell'aria: vanno bene per un angolo del soggiorno. I radiatori a olio e i pannelli senza ventola accumulano calore e lo rilasciano lentamente, sono silenziosi e più adatti a una camera da letto, ma hanno bisogno di tempo per andare a regime. Se usi l'apparecchio per un quarto d'ora al mattino, scegli la risposta rapida; se deve coprire una serata intera, valuta un modello più lento ma uniforme.

Quanto pesa in bolletta a fine mese e come contenere la spesa

Il salto dal costo di un'ora a quello del mese è dove la stufetta elettrica sorprende. Riprendendo il prezzo indicativo di 0,30 euro al kWh, un apparecchio da 2.000 watt a piena potenza quattro ore al giorno per trenta giorni arriverebbe a 240 kWh e a circa 72 euro; uno da 1.500 watt per due ore al giorno si fermerebbe a 90 kWh e circa 27 euro. Sono esempi teorici, che il termostato riduce, ma rendono l'idea: pochi minuti al giorno per il bagno costano poco, mentre una stanza scaldata ogni sera solo con la resistenza diventa una voce importante della bolletta, perché la resistenza è il modo più caro di scaldare con l'elettricità. Per tenere la spesa sotto controllo chiudi la porta della stanza e usa timer e modalità eco per evitare che resti acceso a vuoto. Se hai un contratto a fasce orarie, concentra l'uso nelle ore in cui il chilowattora costa meno. Verifica anche che la potenza impegnata del contatore regga la stufetta insieme agli altri apparecchi accesi, altrimenti interviene il limitatore, e collegala direttamente alla presa a muro senza prolunghe o ciabatte, che con queste potenze si scaldano. Se la stufetta deve scaldare un ambiente per tutta la stagione, confronta la spesa con quella di un climatizzatore in pompa di calore, che a parità di calore consuma molto meno.

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