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Mutuo a tasso fisso: come cambia la rata con la durata

Aggiornato il 19 ottobre 20264 capitoli
Perché la durata incide sulla rata anche se il tasso non cambia

Perché la durata incide sulla rata anche se il tasso non cambia

Il mutuo a tasso fisso è oggi la scelta della grande maggioranza di chi chiede un finanziamento per la casa, perché il tasso resta quello fissato alla stipula per tutta la vita del contratto. Proprio per questo la durata diventa la leva principale su cui puoi agire per modellare la rata. Il piano di ammortamento usato dalle banche italiane è quello alla francese: la rata è costante e ogni mese contiene una quota di interessi, calcolata sul capitale che devi ancora restituire, e una quota di capitale che riduce il debito. All'inizio pesa di più la parte di interessi, poi il rapporto si inverte man mano che il debito residuo scende. Se spalmi lo stesso capitale su più anni, ogni rata contiene una quota di capitale più piccola e quindi l'importo mensile si abbassa. In cambio però il debito resta aperto più a lungo e gli interessi maturano per più tempo, perciò il costo complessivo del finanziamento cresce. Accorciando la durata succede l'opposto: rata più impegnativa, ma meno interessi in totale. Tenere a mente questo scambio tra rata mensile e costo finale ti aiuta a leggere qualunque preventivo con occhio critico.

Un esempio con le cifre: lo stesso capitale su 15, 20, 25 e 30 anni

Prendi come riferimento un capitale di 100.000 euro con un tasso fisso del 3,5%, un valore usato di frequente nelle simulazioni. Su 15 anni la rata mensile è di circa 715 euro e gli interessi complessivi si fermano intorno ai 28.700 euro. Su 20 anni la rata scende a circa 580 euro, ma gli interessi salgono a circa 39.200 euro. Con 25 anni paghi circa 501 euro al mese e circa 50.200 euro di interessi, mentre su 30 anni la rata arriva a circa 449 euro e gli interessi superano i 61.000 euro. Osserva come si muovono i due numeri: passando da 15 a 30 anni la rata si riduce di poco più di un terzo, ma gli interessi totali fanno più che raddoppiare. Ogni allungamento successivo, inoltre, fa risparmiare sempre meno sulla rata e costa sempre di più in interessi: il passaggio da 25 a 30 anni alleggerisce la mensilità di appena una cinquantina di euro. Se il tuo importo è diverso, le proporzioni restano simili, quindi puoi usare queste cifre come riferimento prima di fare una simulazione con i tuoi dati.

Il tasso fisso dipende dalla durata: il ruolo dell'Eurirs

C'è un secondo effetto della durata che spesso sfugge: il tasso che la banca ti propone non è lo stesso per tutte le scadenze. Il tasso fisso nasce dall'Eurirs, detto anche IRS, l'indice che misura il costo del denaro a lungo termine sul mercato interbancario europeo, pubblicato per le scadenze di 5, 10, 15, 20, 25 e 30 anni. La banca prende l'Eurirs di durata pari a quella del tuo mutuo e vi aggiunge lo spread, cioè il proprio margine commerciale. Scegliere una durata diversa significa quindi partire da un indice diverso, e non solo dividere il capitale per un numero diverso di mesi. Quando confronti un piano a 20 anni con uno a 30, guarda i due preventivi con il tasso effettivo di ciascuno e non applicare lo stesso TAN a entrambi, come fanno molti calcolatori semplificati. A seconda della fase di mercato, gli Eurirs delle scadenze lunghe possono essere più alti o più bassi di quelli brevi, e anche lo spread della banca può variare per fascia di durata. Verifica sempre il TAEG, che include le spese accessorie e rende i preventivi confrontabili tra loro: una rata leggermente più bassa può nascondere un costo complessivo più alto.

Come scegliere la durata giusta per la tua situazione

La durata migliore non è quella con la rata più bassa né quella che fa risparmiare più interessi, ma quella che puoi sostenere senza rinunce per tutto il periodo. Parti dal rapporto tra rata e reddito netto del nucleo familiare: le banche lo valutano in fase di istruttoria e tu puoi usarlo come primo filtro, lasciando un margine per le spese impreviste e per eventuali cambiamenti nel lavoro. Considera poi l'età alla scadenza, perché molti istituti pongono un limite oltre il quale non concedono durate lunghe. Se hai un reddito stabile e prevedi di poter accantonare qualcosa, una durata lunga con rata leggera resta una scelta ragionevole, perché sui mutui casa stipulati da privati l'estinzione anticipata, anche parziale, non prevede penali e ti permette di ridurre il debito quando ne hai la possibilità. Così tieni la rata contrattuale sostenibile e accorci di fatto il piano con i versamenti aggiuntivi. Se invece preferisci chiudere il mutuo in fretta e la rata alta non ti crea tensioni di bilancio, la durata breve resta la via più economica. Prima di firmare, chiedi alla banca una simulazione su almeno due o tre durate con il tasso applicato a ciascuna: è il modo più concreto per vedere quanto vale, nel tuo caso, ogni anno in più o in meno.

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