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Prestiti personali: come cambia il TAEG dopo il rialzo BCE

Aggiornato il 01 ottobre 20264 capitoli
La decisione BCE di settembre 2026

Cosa decide la BCE e perché il rialzo arriva fino al tuo prestito

Quando si parla di prestiti personali più costosi, il punto di partenza sono i tassi di riferimento della Banca Centrale Europea: il tasso sui depositi, quello sulle operazioni di rifinanziamento principale e quello di rifinanziamento marginale. Le variazioni avvengono in genere a passi di venticinque centesimi di punto e seguono l'andamento dell'inflazione, che la BCE cerca di riportare intorno al 2% nel medio periodo. Un rialzo rende più caro per le banche procurarsi la liquidità che poi prestano a famiglie e imprese, e quel maggior costo di raccolta finisce nel prezzo dei nuovi finanziamenti. Guarda sempre la data delle decisioni: la BCE si pronuncia riunione per riunione, quindi i livelli in vigore quando chiedi il preventivo possono essere diversi da quelli di qualche mese prima, in salita come in discesa. Prima di muoverti, verifica con la banca o con il tuo consulente di fiducia quali sono le condizioni aggiornate, perché è su quelle che si costruisce il TAEG che ti verrà proposto e non sulle tabelle di un listino vecchio di un trimestre.

Perché il TAEG dei prestiti personali resta più alto di quello dei mutui

Il rincaro, però, non si distribuisce allo stesso modo su tutte le forme di credito. Un mutuo è assistito da un'ipoteca sull'immobile e si rimborsa in molti anni: la banca ha una garanzia solida e può lavorare su margini più sottili. Un prestito personale, invece, è un credito chirografario, cioè concesso sulla sola firma del richiedente e sulla sua capacità di rimborso, con durate che di rado superano i dieci anni. Senza garanzie reali il premio al rischio è più alto, e questo spiega perché il TAEG del credito al consumo resti su livelli sensibilmente superiori a quelli dei finanziamenti ipotecari anche quando i tassi ufficiali si muovono di poco. Ricorda poi che il TAEG non è il tasso nominale. Dentro il TAEG entrano il TAN, le spese di istruttoria, i costi di incasso e gestione della rata, le spese di comunicazione periodica, l'imposta di bollo e l'eventuale polizza richiesta come condizione per ottenere il credito: è la ragione per cui due offerte con lo stesso TAN possono avere un costo finale molto diverso. Un riferimento utile sono i tassi soglia antiusura, aggiornati ogni trimestre e distinti per categoria di finanziamento: ti indicano il limite oltre il quale un'offerta non può andare e ti aiutano a capire se la proposta che hai in mano è nella media di mercato o sul bordo alto.

La rata cambia? Dipende da tasso fisso e tasso variabile

Se un prestito personale è già in corso, la prima cosa da controllare è il tipo di tasso indicato nel contratto. La gran parte dei finanziamenti al consumo viene erogata a tasso fisso con piano di ammortamento alla francese: la rata resta la stessa dal primo all'ultimo mese e un rialzo deciso dopo la firma non ti riguarda. Se invece hai sottoscritto un tasso variabile, il contratto indica un indice di riferimento, di solito un Euribor a una certa scadenza, maggiorato di uno spread: quando l'indice sale, la rata si adegua alle date di revisione previste dal piano. Per un finanziamento nuovo il ragionamento si capovolge. Il fisso ti mette al riparo dai rialzi successivi ma parte da un prezzo più alto, il variabile costa meno all'inizio e lascia il rischio sulle tue spalle: se il bilancio familiare ha poco margine, la tranquillità di una rata certa vale il sovrapprezzo. Valuta con la stessa attenzione la durata, perché incide sul TAEG percepito più di quanto sembri: allungarla abbassa la rata ma aumenta gli interessi complessivi, accorciarla fa il contrario. Chiedi due o tre simulazioni su durate diverse e confronta l'importo totale dovuto, non solo la cifra che pagherai ogni mese.

Prima di firmare: il SECCI e il costo totale del finanziamento

Il confronto tra le offerte diventa serio quando chiedi il documento informativo precontrattuale, le Informazioni europee di base sul credito ai consumatori, note come modulo SECCI. È gratuito, va consegnato prima della firma e riporta importo erogato, durata, TAN, TAEG, numero e importo delle rate e importo totale dovuto. Metti a confronto due proposte solo a parità di cifra richiesta e di durata, altrimenti i numeri non sono paragonabili. Passa poi alle voci accessorie: spese di istruttoria, commissioni di incasso rata, costi delle comunicazioni e polizze. Se un'assicurazione è obbligatoria per ottenere il credito rientra nel calcolo del TAEG; se è facoltativa puoi rinunciarvi, e il risparmio si vede subito. Tieni a mente due tutele che la legge ti riconosce: hai quattordici giorni per recedere dal contratto senza dover spiegare il motivo e puoi rimborsare in anticipo, in tutto o in parte, con un indennizzo contenuto entro i limiti stabiliti dalla normativa. Se il TAEG che ti propongono ti sembra fuori misura, prova a ridurre l'importo, valuta un credito finalizzato legato all'acquisto che devi fare oppure rinvia la spesa differibile: con i tassi in movimento, aspettare qualche mese è una scelta legittima quanto firmare oggi.

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