Che cos'è la portabilità del conto corrente e cosa si trasferisce
Cambiare banca oggi non richiede di rincorrere uno per uno i fornitori a cui hai dato le coordinate del conto. La portabilità del conto corrente, che nei documenti bancari trovi come servizio di trasferimento, è il diritto di spostare da un istituto all'altro il saldo disponibile e i servizi di pagamento ricorrenti collegati al rapporto. Rientrano gli accrediti periodici a tuo favore, come lo stipendio versato con bonifico, gli ordini permanenti che hai impostato verso altri, ad esempio l'affitto mensile, e gli addebiti diretti autorizzati per bollette, rate e abbonamenti, le cosiddette domiciliazioni. Puoi decidere di trasferire tutto oppure soltanto una parte: solo il saldo, solo alcuni addebiti, o i servizi senza il denaro. Il conto di destinazione può essere aperto per l'occasione o esistere già, purché sia intestato a te, e non serve il consenso della banca che lasci: la procedura è stata introdotta recependo la direttiva europea sui conti di pagamento ed è obbligatoria per tutti gli intermediari che operano in Italia. Verifica però un dettaglio che genera spesso malintesi: l'IBAN non si porta dietro, perché in Italia non esiste la portabilità del codice. Il nuovo conto avrà coordinate diverse e proprio per questo la legge sposta gli ordini, non il numero.
I passaggi del trasferimento: dal nuovo conto al modulo di autorizzazione
Il primo passo è aprire il nuovo conto, perché senza un rapporto attivo di destinazione la banca ricevente non può avviare nulla. Oggi l'apertura avviene spesso online con l'identità digitale o un documento in corso di validità, oppure in filiale. A conto aperto, chiedi il modulo di trasferimento, che molti istituti presentano con un nome commerciale proprio: lì indichi l'IBAN del vecchio conto, quali servizi vuoi spostare e la data da cui desideri che il passaggio abbia effetto. Tieni a portata di mano l'elenco degli addebiti e degli accrediti ricorrenti, che puoi ricavare dagli ultimi estratti conto, così da non dimenticare un'utenza o una rata. Da quel momento in poi il lavoro passa alle banche. La ricevente contatta la trasferente attraverso canali interbancari automatizzati, si fa inviare la lista degli ordini permanenti e degli addebiti autorizzati e li riattiva sul nuovo rapporto; se lo hai richiesto nel modulo, è sempre la nuova banca a comunicare le coordinate aggiornate a chi ti paga e a chi incassa. Tu non devi scrivere al fornitore di luce o gas né al datore di lavoro, anche se una verifica di cortesia con l'ufficio paghe, nei giorni a cavallo del cambio, ti evita l'attesa di uno stipendio accreditato ancora sul vecchio conto.
Tempi certi, nessun costo e indennizzo se la banca ritarda
La procedura deve chiudersi entro dodici giorni lavorativi, contati escludendo sabati, domeniche e festività. Il conto alla rovescia non parte dal giorno in cui decidi di cambiare banca, ma da quando la banca ricevente ha in mano la richiesta completa di tutti i dati e i documenti necessari: per questo conviene compilare il modulo con attenzione e consegnare subito ciò che viene chiesto. Se un istituto supera il termine, è tenuto a corrispondere al cliente un indennizzo, composto da una somma fissa e da una parte variabile legata al ritardo e alla giacenza del conto; gli importi precisi li trovi nei fogli informativi e nelle comunicazioni della banca. Il trasferimento è gratuito per legge, sia in uscita dalla vecchia banca sia in entrata nella nuova, e non prevede penali di chiusura. Restano a tuo carico soltanto i costi ordinari del rapporto che scegli, come l'eventuale canone e le spese per le operazioni, da confrontare nei documenti di trasparenza prima di firmare. Valuta anche che gli accrediti dell'ente previdenziale non rientrano nella procedura e vanno gestiti a parte: le due banche sono tenute a segnalartelo, ma i tempi possono essere più lunghi, quindi se ricevi una pensione mantieni il vecchio conto attivo finché il primo rateo non arriva su quello nuovo.
Cosa resta fuori dalla portabilità e quando chiudere il vecchio conto
Il trasferimento riguarda i servizi di pagamento, non tutto ciò che hai in banca. Alcuni addebiti diretti, ad esempio quelli legati a certe carte di credito o a servizi di pedaggio, non passano con la procedura standard e richiedono adempimenti specifici: la nuova banca deve avvisarti e può assisterti nelle operazioni. Un dossier titoli segue un binario separato, con una richiesta a parte, tempi più lunghi e spesso un costo per singola linea, quindi se hai investimenti valuta quel passaggio con calma. Anche carte e polizze collegate al vecchio rapporto vanno controllate una per una, mentre le rate di prestiti e mutui addebitate con domiciliazione rientrano tra gli addebiti trasferibili. Ricorda che il vecchio conto non si chiude da solo: decidi tu se e quando farlo. La scelta più prudente è attendere che tutti i pagamenti automatici siano effettivamente partiti dal nuovo conto e che gli ultimi assegni emessi siano stati incassati, lasciando sul vecchio una piccola somma per eventuali addebiti residui. Solo a quel punto chiedi la chiusura e la restituzione di carte e libretti degli assegni, così eviti scoperti involontari e insoluti sulle bollette, che la vecchia banca respingerebbe se il conto fosse già estinto.





