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Commissione di istruttoria veloce sullo sconfinamento: cos'è

Aggiornato il 07 ottobre 20264 capitoli
Che cos'è la commissione di istruttoria veloce e perché esiste

Che cos'è la commissione di istruttoria veloce e perché esiste

La commissione di istruttoria veloce, che in estratto conto trovi spesso abbreviata in CIV, è l'importo che la banca ti addebita quando il conto corrente va in rosso senza un fido oppure supera il limite dell'affidamento che ti è stato concesso. Il nome descrive il motivo dell'addebito: ogni volta che si verifica uno sconfinamento, l'istituto dichiara di svolgere una rapida valutazione del tuo merito creditizio per decidere se tollerare il saldo negativo, e ti chiede di coprire il costo di quella verifica. La commissione è nata nel 2012, quando il legislatore ha abolito la vecchia commissione di massimo scoperto, da tempo contestata, e ha riscritto la remunerazione di fidi e sconfinamenti nell'articolo 117 bis del Testo unico bancario. La norma stabilisce che, a fronte di uno sconfinamento, il contratto di conto corrente può prevedere come unici oneri a tuo carico la commissione di istruttoria veloce e un tasso di interesse debitore sulla somma scoperta. La commissione deve essere fissa, espressa in euro e commisurata ai costi sostenuti dalla banca: così sai in anticipo quanto ti costa ogni episodio e puoi confrontare le condizioni di istituti diversi prima di scegliere dove tenere il conto.

Quando scatta la commissione e in quali casi la banca non può applicarla

Lo sconfinamento che fa scattare la commissione di istruttoria veloce è quello effettivo: il saldo di fine giornata negativo su un conto non affidato, oppure l'utilizzo oltre il limite del fido accordato. Con le bollette che pesano sempre di più sul bilancio familiare la situazione è frequente: un addebito diretto di luce o gas che arriva prima dello stipendio può portare il conto sotto zero anche solo per qualche giorno, e la commissione viene addebitata comunque. Tieni presente che può ripetersi: se nello stesso mese entri ed esci dal rosso più volte, la banca può contare più episodi distinti e addebitarti la commissione per ciascuno, con un totale a fine trimestre che sorprende molti correntisti. Non tutti i passaggi in negativo, però, giustificano l'addebito. La normativa esclude gli sconfinamenti che risultano solo dal saldo per valuta mentre quello contabile è positivo, i pagamenti a favore della banca stessa come rate di prestiti, interessi e commissioni, gli addebiti di imposte e tasse e le spese fatte con carta di credito regolate sul conto. Se ritrovi una commissione collegata a una di queste operazioni, hai un argomento concreto da far valere con la tua filiale.

I limiti fissati dalla legge e cosa ha deciso l'Arbitro Bancario Finanziario

Oltre a pretendere che sia fissa e in valore assoluto, la legge pone un tetto alla commissione: il decreto ministeriale attuativo del 2012 stabilisce che non può superare i costi che la banca sostiene mediamente per svolgere l'istruttoria veloce e quelli direttamente collegati. L'importo deve comparire con chiarezza nel foglio informativo e nel contratto, insieme ai casi in cui viene applicato, quindi recupera quei documenti e leggi la voce dedicata agli sconfinamenti prima di contestare un addebito. L'Arbitro Bancario Finanziario, l'organismo a cui puoi rivolgerti quando il reclamo alla banca non dà esito, ha più volte ricordato che la commissione di istruttoria veloce deve restare un'eccezione. Il suo scopo è spingere banca e cliente a sistemare il rapporto, per esempio concedendo un fido o alzando quello esistente, non trasformare lo scoperto sistematico in una fonte di ricavi. Per questo sono state giudicate illegittime le clausole che la fanno scattare a ogni singola operazione che genera mancanza di fondi, perché finirebbe per somigliare alle vecchie commissioni abolite. Se nel tuo contratto trovi una formula del genere, o se paghi più commissioni per un unico periodo di scoperto, hai un buon motivo per presentare reclamo.

Come evitare gli sconfinamenti quando bollette e rincari pesano sul conto

Il modo più efficace per non pagare la commissione è prevenire il passaggio in rosso, e con i rincari di questi mesi conviene organizzarsi per tempo. Controlla il saldo disponibile, non quello contabile, nei giorni in cui sono attese le domiciliazioni di luce, gas e telefono, e se puoi chiedi ai fornitori di spostare la data di addebito a dopo l'accredito dello stipendio o della pensione. Alcuni gestori prevedono la rateizzazione delle bollette più alte: informati sulle condizioni, perché suddividere l'importo evita che un singolo addebito porti il conto sotto zero. Attiva anche gli avvisi di saldo basso, così fai in tempo a trasferire fondi da un altro conto. Se gli sconfinamenti si ripetono, valuta con la banca un piccolo fido: paghi la commissione di disponibilità fondi sulla somma messa a disposizione, ma sostituisci addebiti imprevedibili con un costo noto e proporzionato, che è ciò che il legislatore voleva ottenere con la commissione di istruttoria veloce. Quando invece trovi un addebito che ritieni ingiustificato, chiedi alla filiale il dettaglio degli episodi conteggiati e, se la risposta non ti convince, presenta un reclamo scritto; senza una risposta soddisfacente puoi rivolgerti all'Arbitro Bancario Finanziario.

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