Pronti contro termine

Pronti contro termine

Per quanto riguarda l’Unicredit, la banca stabilisce che le operazioni di pronti contro termine si realizzano con una vendita di strumenti finanziari di proprietà della Banca (venditore a pronti) a favore del cliente (acquirente a pronti). Nello stesso momento si stabilisce una vendita a termine degli stessi strumenti per pari importo fra il cliente (venditore a termine) e la banca (acquirente a termine). L’acquirente a pronti è tenuto a pagare il prezzo stabilito durante la conclusione della vendita a pronti, cifra che la banca addebiterà sul conto corrente del cliente. Alla scadenza prevista il cliente venditore a termine deve trasferire alla banca (acquirente a termine) i titoli della stessa specie e quantità di quelli acquistati. La banca quindi esegue il pagamento nello stesso momento versando la cifra prestabilita. Alcune condizioni pongono la risoluzione dell’atto di vendita: se, per esempio, il cliente venditore a termine non riesca a trasferire gli strumenti finanziari in suo possesso o se la situazione patrimoniale di una delle due parti cambia. In quest’ultimo caso la banca si riserva la facoltà di richiedere comunque il pagamento o la restituzione dei prodotti finanziari precedentemente vincolati.
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Pronti contro termine 2013

Per quanto riguarda la tassazione, precedentemente, gli interessi avevano una ritenuta fiscale agevolata del 12,5%. Oggi la situazione è diversa in quanto la ritenuta fiscale è del 20%. Bisogna anche tenere presente le imposte di bollo. Attualmente per un conto corrente o anche per effettuare un'operazione con i titoli si devono versare 34,20€ per chi ha un saldo medio superiore a 5000€. Prima del 2012 l’imposta corrispondeva a quella applicata sul conto corrente (quindi circa 34€), mentre dopo l’1 gennaio del 2013, per i pronti contro termine, si hanno 0,15 punti percentuali con un minimo di 34,20€ e nessun tetto massimo. Precedentemente, nel 2012, invece, era previsto un massimale di 1200€ con 0,10 punti percentuali. Oltre alla percentuale di rendimento è bene stabilire quali sono i costi fissi per la gestione della pratica.

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    Operazioni pronti contro termine

    Come operazioni di pronti contro termine si intendono i contratti con cui la banca o il venditore vende una quantità di titoli precisa impegnandosi a riacquistarla in un termine convenuto e ad un prezzo prestabilito. Non è prevista la risoluzione anticipata del contratto per cui l'acquirente a termine sarà obbligato a portare a fine il contratto e a versare i titoli o il corrispettivo in denaro in caso di deficit patrimoniale improvviso. Questo tipo di operazioni fino al 2003 non era tenuto in considerazione dal codice civile, introdotto poi negli articoli che riguardano i contratti di compravendita con obbligo di retrocessione a termine. Fiscalmente i guadagni che derivano da questo tipo di contratto sono assimilati ai redditi di capitale. Il rendimento è determinato dal prezzo di vendita e dal prezzo di riacquisto, determinati in comune accordo fra venditore e acquirente al momento del contratto.


    Pronti contro termine intesa san paolo

    Nel caso in cui ci si rivolga alla Banca Intesa Sanpaolo, il rendimento dei pronti contro termine sale al 3% netto annuo. In più vanno aggiunti 200 punti base rispetto al rendimento offerto dai bot semestrali. Il vincolo di questi pct che la banca offre ha diversi tipi di mesi da uno a sei. Nel caso in cui si scelgano sei mesi, si arriva al 3% investendo almeno 50.000 euro nel pacchetto plus che ripartisce la quota in 30% come pronti contro termine e 70% in uno o più prodotti di risparmio gestito da Intesa SanPaolo. Se si porta la quota dei pronti a termine al 70% con la formula Basic il rendimento scende a 1.5%. La soglia minima per stipulare i pronti contro termine dell'intesa San Paolo è di 1000€ e bisogna essere già clienti mentre i tassi offerti sono aggiornati giornalmente a seconda dell'andamento del mercato.



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