Prestito cambializzato

Tra l’ampia gamma di finanziamenti proposti dagli istituti di credito, il prestito cambializzato è sicuramente quello più delicato e controverso tanto che molte banche e le grandi finanziarie preferiscono evitarlo o comunque limitarne al massimo l’erogazione proponendo in alternativa altri tipi di prestito non finalizzato. Tuttavia, al momento, questo tipo di prestito è l’unico in grado di garantire un anticipo di liquidità ad una considerevole fetta di popolazione che altrimenti sarebbe esclusa a priori dal sistema di credito tradizionale. Il prestito cambializzato viene infatti concesso a persone che non hanno un salario fisso e guadagni documentabili e spesso anche a protestati e cattivi pagatori. Questo è possibile proprio grazie all’utilizzo delle cambiali che, essendo dei titoli esecutivi, in caso di pagamenti mancati o semplicemente ritardi, ... continua

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prosegui ... , danno all’erogatore del prestito il diritto a procedere alla sottrazione coatta dei beni del debitore.Nonostante il prestito cambializzato rappresenti per molti una facile via d’accesso al credito dato che in via preliminare non tiene conto dei trascorsi finanziari del richiedente, né della sua attuale situazione debitoria, come tutte le forme di finanziamento anche quest’ultima richiede delle garanzie specifiche da fornire ai mediatori creditizi che la gestiscono e viene divisa in tre categorie. Esiste, infatti, il prestito cambializzato per dipendenti, quello per i lavoratori autonomi o liberi professionisti e il prestito cambializzato per disoccupati. Naturalmente tale suddivisione è strettamente legata alla tipologia di documentazione che ognuna di queste categorie è in grado di fornire per avallare il finanziamento richiesto. Mentre per i lavori autonomi è necessario mostrare la propria dichiarazione dei redditi e i dipendenti devono presentare il TFR, per le persone senza un impiego è sufficiente o il possedimento di un bene immobile o la firma di un garante. È da notare che in base a questa distinzione cambiano anche i costi di servizio stabiliti per la pratica, mentre le altre condizioni economiche come il TAN, l’imposta di bollo o la durata restano uguali per tutte e tre le tipologie.Con l’aumento della crisi economica e del precariato, sempre più persone si sono ritrovate a vivere e lavorare all’insegna della flessibilità affrontando gli imprevisti giorno per giorno. Se utilizzato con cautela, il prestito cambializzato può essere veramente una soluzione a piccoli e grandi problemi, un aiuto per sostenere spese improvvise o necessarie, ma comunque gravose. Chi richiede questa forma di credito può ottenere dai 5.000 fino ai 30.000 euro senza passare per un iter eccessivamente lungo e complicato e può restituire la somma ricevuta pagando a rate attraverso le cambiali. La società erogatrice, oltre a concedere il prestito anche a disoccupati o a persone ritenute finanziariamente a rischio, dà anche la possibilità di rinnovare le suddette cambiali riducendone l’importo e modificando il numero di rate e la durata del prestito venendo incontro alle necessità del debitore.Il prestito cambializzato, tuttavia, resta un prodotto abbastanza rischioso sia per l’istituto che concede il finanziamento sia per la persona che lo richiede. L’ente creditizio infatti ha, come unica tutela di pagamento, le cambiali. Ne consegue, quindi, un rincaro in termini di costi di servizio e di interessi applicati sul prestito. Il debitore, dal canto suo, oltre a pagare una cifra maggiore per la pratica, si ritroverà con delle cambiali che in caso di mancato pagamento autorizzano l’erogatore del prestito all’immediato pignoramento dei beni senza passare per le normali e più lunghe procedure di recupero crediti. Nel caso di nullatenenti e disoccupati, il garante che ha posto la firma per avallare il prestito sarà chiamato a rispondere con il pagamento del restante debito. Per tutte queste ragioni è molto importante rivolgersi ad una finanziaria seria per questa tipologia di prestito e mai fare affidamento a privati. È consigliabile, inoltre, usufruire preventivamente di una consulenza presso una banca o un commercialista di fiducia al fine di elaborare un piano di rientro sostenibile.