Quinto dello stipendio

Un quinto dello stipendio

Viene detta cessione di un quinto dello stipendio una particolare forma di prestito personale, riservata ai lavoratori dipendenti, e da alcuni anni anche ai pensionati. In sostanza il richiedente si impegna a versare, come rata per la restituzione dei soldi dovuti, fino a un quinto del suo stipendio netto, che verrà direttamente detratta dalla Busta Paga mensile e versata all'Istituto di credito. Questo tipo di prestito è regolamentato in maniera particolare, diversa da quella di qualsiasi altro tipo di mutuo o prestito bancario. Prima di tutto il quinto dello stipendio viene versato direttamente dal datore di lavoro e la restituzione della cifra dovuta non può superare i 10 anni di tempo, o gli 85 anni di età del richiedente. Per i lavoratori dipendenti in servizio non è possibile estendere il prestito al periodo in cui si percepisce la pensione. Solo i dipendenti ministeriali hanno la facoltà, all'arrivo dell'età pensionabile, di estinguere subito il debito o di spostarlo sull'assegno pensionistico.
Cessione del quinto per pensionati

La cessione del quinto dello stipendio

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Cessione quinto dello stipendio

La cessione quinto dello stipendio è un prestito personale, ciò significa che il richiedente non è tenuto a fornire alcuna documentazione sulle spese che intende fare con il finanziamento che riceverà; questo tipo di finanziamento può venire quindi richiesto anche nel caso in cui sia necessario avere una certa liquidità, non necessariamente per l'acquisto di una casa o di una vettura. La richiesta può venire effettuata presso un qualsiasi mediatore creditizio che si iscritto all'Albo dei Mediatori della Banca d'Italia; questi si pone come intermediario tra il cliente e i vari Istituti di credito che forniscono finanziamenti di vario tipo. In seguito sarà il datore di lavoro, o l'ente pensionistico, a versare la rata del prestito direttamente all'Istituto erogante, mentre il mediatore riceverà un compenso una tantum alla stipula del contratto.

    La cessione del quinto dello stipendio. Leggi, circolari e sentenze in materia di pignorabilità degli stipendi

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    Cessione del quinto dello stipendio normativa

    La normativa che regola l'istituto della cessione del quinto dello stipendio è abbastanza precisa e restrittiva, in quanto prevede una serie di obblighi da parte del richiedente e anche tutte le tutele del caso. La legge, dagli anni '50, chiaramente ha avuto dei cambiamenti di varia tipologia. Oltre a prevedere chi possa occuparsi di questo tipo di prestiti, la normativa si occupa anche di cosa deve avvenire in caso di licenziamento o pensionamento del richiedente. In questo caso la legge prevede che il datore di lavoro debba versare all'Istituto di Credito qualsiasi cifra dovuta al lavoratore che ha richiesto il prestito. Quindi, se si richiede un prestito con la formula della cessione del quinto dello stipendio, nel momento in cui si perde il lavoro qualsiasi trattamento di fine rapporto, tredicesima maturata fino a quel momento, liquidazione di qualsivoglia natura o pagamento di ferie non godute, verrà versato direttamente all'Istituto presso cui si è contratto il debito, fino a completa estinzione dello stesso.


    Quinto dello stipendio: Inpdap cessione del quinto dello stipendio

    La cessione del quinto dello stipendio fino a qualche anno fa era consentita anche ai pensionati, ma solo nel caso ricevessero la pensione dell'INPDAP, cioè dall'Istituto che si occupava dei trattamenti pensionistici dei dipendenti statali. Oggi l'INPDAP è stato acquisito direttamente dall'INPS. Quindi tutti i pensionati INPS possono godere di questa particolare forma di credito. Se un lavoratore dipendente va in pensione, il suo credito richiesto tramite la cessione del quinto dello stipendio va estinto, a meno che non si tratti di un dipendente di un ministero. I pensionati però possono richiedere un prestito tramite questo tipo di formula. La richiesta in questo caso va fatta direttamente all'INPS, tramite modulistica online, che si trova facilmente sul sito dell'Ente. La rata per la restituzione non può eccedere un quinto dell'assegno pensionistico e il prestito non può venire esteso per un periodo che superi gli 85 anni di età del richiedente.



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