Euribor 3mesi

Previsioni Euribor 3 Mesi.

L'Euribor 3 mesi, il tasso al quale sono agganciati la maggior parte dei mutui a tasso variabile, continua nel suo periodo di stagnazione che lo ha portato al suo minimo storico, arrivando addirittura a valori negativi. Chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile negli scorsi anni ha quindi visto scendere notevolmente la sua rata e viste le previsioni per i prossimi 5 anni sembra poter dormire sonni tranquilli in quanto una lieve ripresa è prevista solo a partire da fine 2016, con un valore previsto dello 0,5% solo a partire dal 2020. Va ricordato che negli Usa, che ricorsero ad una manovra di Quantitative Easing nel 2009, soltanto ora, e cioè dopo 6 anni, i tassi stanno iniziando a risalire, quindi è probabile che l'Euribor segua lo stesso andamento. Dello stesso parere sono i tassi futures quotati dal Liffe di Londra che prevede un aumento fino allo 0,4% dell'Euribor 3 mesi a dicembre 2019.

Andamento storico Euribor 3 mesi.<p />

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Mutuo a tasso fisso o variabile?

Per chi volesse sottoscrivere ora un mutuo si pone però il dilemma della scelta tra un mutuo a tasso variabile, con una rata appetibile ma destinata inesorabilmente a salire, seppur lievemente, nei prossimi anni, o un mutuo a tasso fisso con l'Irs quotato intorno all'1,3%. Il principale fattore discriminante nella scelta è probabilmente la durata del finanziamento: per un mutuo di 5 o 10 anni il tasso variabile, anche in virtù delle previsioni sull'Euribor 3 mesi, risulta essere la scelta più conveniente, mentre per durate superiori la stabilità del tasso fisso consente di mettersi al riparo da brutte sorprese. Il mutuo a tasso variabile utilizza infatti il piano di ammortamento definito "alla francese", che concentra la maggior parte degli interessi nei primi anni del mutuo: in caso di finanziamento a breve durata si sfrutterebbero quindi i tassi molto bassi e qualora l'Euribor 3 mesi dovesse aumentare successivamente, quest'aumento andrebbe ad impattare poco sulla rata da pagare.


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Prestiti e Mutui di lunga durata.

Per i finanziamenti di lunga durata il discorso è più complesso, in quanto è difficile fare previsioni sul lungo periodo. Di certo l'attuale Irs, al quale si allacciano i mutui a tasso fisso, è decisamente appetibile in quanto sommato allo spread delle principali banche consente un tasso finito del 3,1-3,3%. Un tasso inimmaginabile fino a pochi anni fa quando un tasso fisso costava più del doppio e solo il mutuo Inpdap riservato agli statali consentiva di stipulare dei mutui di poco al di sotto del 4%.

Ma con l'Euribor 3 mesi così basso anche un mutuo a tasso variabile a lunga durata non sarebbe da scartare, soprattutto per chi ha delle entrate sicure e può permettersi delle estinzioni parziali o totali del finanziamento, in modo da ridurre il capitale residuo sul quale sono calcolati gli interessi.


Euribor 3mesi: Soluzioni intermedie: variabili con cap o a rata costante.

Vi sono poi delle soluzioni intermedie come il variabile con cap, che pone un tetto all'Euribor 3 mesi oltre il quale la banca non può andare a computare gli interessi, e il variabile a rata costante nel quale la rata rimane sempre la stessa ma cambia la durata del finanziamento in base all'andamento dell'Euribor 3 mesi durante tutta la durata prevista in partenza. Al momento però queste soluzioni non sembrano molto appetibili perchè gli spread fissati dalle banche su queste opzioni ne annullano di fatto i vantaggi. Più interessanti sono i mutui variabili off-set, diffusissimi nel Regno Unito e da poco proposti anche da noi, nei quali il capitale residuo viene calcolato sottraendogli oltre la parte già restituita anche il saldo del proprio conto corrente. Chi ha entrate fisse e cospicue potrebbe quindi abbattere sensibilmente il capitale residuo in pochi anni in modo da mettersi al riparo da improvvisi rialzi dei mercati.



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